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Cambiamento climatico in Canada.

Aggiornamento: 15 gen


Mi spiace perché con questo post forse rischierò il linciaggio di alcuni, ma ho sempre avuto l’abitudine di dire quello che penso e anche in questo caso non mi tirerò indietro.


Il clima sta cambiando, e lo dimostrano gli studi recenti. Un’ondata di freddo, una nevicata fuori stagione, sono solo esempi isolati, ma non cambiano il pattern climatico globale. Quando sento qualcuno urlare affermazioni quali “altro che cambiamento climatico” solo perché in mezzo a una nevicata eccezionale, capisco che il diritto di voto è sopravvalutato. Vi farò due esempi semplici che non vi faranno entrare in paranoia e che non richiederanno uno sforzo intellettuale tale da rovinarvi la giornata. Tutti conoscono che il Canada è terra di orsi polari.


Churchill, Manitoba, è la capitale mondiale di questi splendidi animali. Qui vi sarà possibile osservarli da vicino senza disturbarli, grazie ai Tundra Buggy. Ma quello che non vi viene detto, almeno non da tutti, è che l’osservazione andrebbe accompagnata dalla consapevolezza dello stato delle cose: gli orsi polari non sono solo uno spettacolo della natura, ma un campanello d’allarme e un termometro del cambiamento climatico in corso.


Il ghiaccio si sta riducendo e gli orsi devono percorrere distanze sempre più grandi per trovare cibo. Ma oltre a sciogliersi, anche la sua formazione avviene più tardi, e questo comporta la riduzione del tempo a disposizione per cacciare le foche e accumulare grasso. Di conseguenza gli orsi devono percorrere distanze più lunghe, rischiando la vita e cercando cibo vicino alle comunità. Ne è la prova l’avvicinamento alle case e alle persone della cittadina del Manitoba. Alcuni di questi animali diventano più magri e meno fertili, e questo sta determinando un calo della popolazione. E così Churchill, oltre a essere famosa per permettere l’osservazione sicura degli orsi, è la prova che il cambiamento climatico può creare inconvenienti pericolosi anche per l’uomo.


Questo esempio è solo uno dei tanti che confermano il cambiamento climatico in corso. Ma non sono solo gli animali a risentirne: le conseguenze ricadono anche sulle comunità native del Nord, che da secoli vivono in simbiosi con l’ambiente artico. La riduzione del ghiaccio, le variazioni stagionali e le difficoltà nella caccia e nella pesca stanno minacciando la loro economia e il loro stile di vita, costringendo molte famiglie a reinventarsi, spesso con risorse limitate.


Chi vive qui non cerca la grande città, non ha bisogno di servizi eccellenti, perché vedete, la gente da quelle parti vive in armonia con l’ambiente e da questo ne trae quella linfa vitale che è sempre stata la fonte della loro prosperità. L’aumento delle temperature scioglie i ghiacci o ne ritarda la formazione, rendendo la caccia tradizionale più difficile e pericolosa.


Gli animali che cacciano, come foche e caribù, si spostano o diminuiscono di numero, costringendo le persone a percorrere distanze maggiori. Tutto questo aumenta i costi, mette a rischio le famiglie e mina uno stile di vita che dura da secoli. E no, cari amici, le problematiche non riguardano solo loro, perché vedete, il governo si ritroverà costretto ad intervenire, spendere di più per garantire sicurezza, infrastrutture e sostegno alle popolazioni locali. E purtroppo questo potrebbe tradursi in un aumento delle tasse per tutti.


È un effetto diretto, concreto, del cambiamento climatico che molti ignorano perché pensano che la cosa non li riguardi. Non vorrei semplificare troppo, anche per evitare di annoiare o attirare commenti beceri e fuori luogo.


Ho l’abitudine di parlare e commentare in modo scevro ciò che sento e leggo e, alla faccia di chi crede che i social network siano solo un luogo per esibire lusso e cose futili, io continuerò a informare e a battermi per raccontare la verità.


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