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Canada, USA e l’ennesima favola dell’annessione.


In questi giorni leggo ovunque titoli e commenti del tipo: “I canadesi vogliono unirsi agli Stati Uniti”, “Referendum in arrivo”, “L’Alberta pronta a diventare americana”. Bene, facciamo un attimo chiarezza.


Come sapete, dall’arrivo di Trump, già da quando il governo liberale era a guida Trudeau, l’appellativo di 51mo Stato ha iniziato a circolare negli ambienti repubblicani ma anche in quelli canadesi, con un distinguo importante: se da una parte era il sogno proibito di Trump, dall’altra nel mondo reale veniva visto come una velata minaccia ma soprattutto come un insulto alla sovranità della nostra Grande Nazione.


La verità è che, come sempre, le menzogne da bar corrono più velocemente del vento che soffia da nord, perché è più facile mescolare la realtà con il malcontento e la propaganda. Ed è qui che nasce Canada, USA e l’ennesima favola dell’annessione: una narrativa ripetuta all’infinito che vive di slogan e muore appena incontra i numeri. Cerchiamo di capire meglio la controversia mediatica partendo da un punto centrale della questione.


I canadesi non vogliono unirsi agli Stati Uniti. Non c’è nessuno che voglia farlo, tranne qualche rarissimo caso sporadico. I veri canadesi non accetterebbero mai di unirsi a una nazione così vicina ma anche così distante in termini di cultura e politiche. Il Canada di oggi è un mix di identità importanti: storia monarchica, prime colonie francesi e popolazioni aborigene che vivono con fierezza di appartenere alla nazione canadese.


Girando per le News e per i social network, ogni tanto qualcuno ostenta sondaggi molto poco seri dove pseudo movimenti di massa perorerebbero questa annessione. Tuttavia, come già detto, bisogna separare la realtà dalle chiacchiere da bar. L’idea dell’annessione ha un consenso minuscolo, da anni fermo a percentuali ridicole: non più del 2%, che poi sarebbe un po’ come dire che l’1% degli americani vuole diventare messicano o sostenere che molti Stati a guida democratica preferirebbero entrare a far parte della federazione canadese.


Queste percentuali aumentano di poco in Alberta, altra Provincia spesso chiamata in ballo quando si parla di 51mo Stato ma questo avviene per via di un malcontento generale di una parte della popolazione nei confronti del governo liberale. Sia chiaro un punto. Non esistono referendum o altre iniziative. L’unica verità, come già detto è che in Alberta esiste un malessere reale nei confronti di Ottawa, legato soprattutto a politiche energetiche, ambientali e fiscali. Gli unici referendum prospettati sono semmai consultivi su maggiore autonomia o su come ribilanciare il rapporto con il governo federale, e non certo per entrare negli USA.


I movimenti separatisti in Alberta esistono, sì, ma sono marginali, mentre quelli che parlano apertamente di annessione agli Stati Uniti sono ancora meno. Quelle poche persone che sostengono questa iniziativa sono molto rumorose online ma assolutamente irrilevanti nella realtà politica. Inoltre faccio notare che, se anche un domani una provincia votasse per l’indipendenza, scenario già estremamente improbabile, non potrebbe automaticamente unirsi a un altro Paese. Servirebbero anni di negoziati, modifiche costituzionali, accordi internazionali e approvazioni federali sia canadesi sia americane. Qui non siamo a Hollywood: quando si parla di certe cose entra in ballo non solo il buonsenso ma soprattutto il diritto costituzionale.


Ma allora, direte voi, perché se ne parla? Alcune di queste voci, per esempio, arrivano da ambienti come media e commentatori statunitensi, tiktoker acchiappa-like e da alcune mele marce che confondono il dissenso interno con la fine di uno Stato. Molte di queste mele sono conservatrici e auspicherebbero posizioni meno liberal. Sia chiaro il dissenso, come è ovvio aspettarsi in democrazia, non arriva solo da una Provincia e seppur siano innegabili alcuni spunti di critica nei confronti di alcune politiche liberali, altri sembrano più mossi da posizioni ingiustificate e in diatriba con la storia della nostra nazione.


Vorrei finire col tranquillizzare i lettori: il Canada è e resterà una nazione sovrana e indipendente. Io per primo andrei alle armi per proteggere la mia nazione. Come sempre, impariamo a distinguere il rumore e i sogni di qualcuno dalla realtà.

2 commenti

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E se il Canada si unisse all’Unione Europea? Non sarebbe di gran lunga più fattibile?

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No. Sarebbe una scelta sbagliatissima. Il Canada non condivide la cultura europea. Il modello canadese è un ibrido tra quello europeo e quello americano e il sistema migratorio deve restare indipendente per evitare i problemi già avvenuti in Europa

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