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Canada e turismo.


Che cosa spinge il turismo in una nazione e cosa la rende famosa? È una domanda sensata quando si parla di Canada, e ho deciso di affrontarla nel blog.


Il Canada è una nazione di nicchia? Vivendoci da dieci anni e frequentandolo da quasi trenta, posso dirvi di sì. Essere una destinazione di nicchia nasce da diverse ragioni. La prima è legata al marketing nazionale, e con questo intendo la capacità di una nazione di promuoversi nel mondo, soprattutto dal punto di vista turistico.


Solo negli ultimi anni si è vista una crescita dell’interesse verso il Canada, ma è difficile farsi notare quando si continuano a promuovere sempre le stesse mete e, soprattutto, quando si viene percepiti come una destinazione “periferica” rispetto ai più celebri cugini americani.


Il turismo non può essere generalizzato, perché ogni popolo ha sensibilità e preferenze diverse. Per questo non mi dilungherò troppo sulle differenze tra i turisti di tutto il mondo, ma parlerò soprattutto della percezione che ne hanno gli italiani.


Il Canada possiede bellezze che meritano di essere raccontate, ma molti di questi luoghi si trovano in posizioni geograficamente ed economicamente proibitive. È difficile promuovere località isolate ai turisti stranieri quando è il Canada stesso, spesso, a non essere riuscito a valorizzarle nemmeno tra i propri cittadini.


Una cosa l’ho imparata in tanti anni: molti canadesi non conoscono davvero la nazione in cui vivono. E quando pensano di conoscerla, spesso la vivono da turisti dell’ultima ora, fermandosi ai luoghi più famosi senza andare oltre.


Il Canada soffre anche di poca lungimiranza da parte delle compagnie aeree. Quando il business si concentra soltanto sull’aumentare i profitti nelle tratte più popolari, si finiscono inevitabilmente per perdere opportunità enormi. Fortunatamente, negli ultimi anni alcune compagnie più piccole hanno iniziato ad aprirsi a collegamenti meno conosciuti. Resta però il problema delle tariffe: volare verso il Nord può costare più che andare in Europa.


Un altro limite è la vicinanza con gli Stati Uniti. Il sogno americano continua ad assorbire attenzione, immaginario e opportunità. In Italia, e non solo, Hollywood e il marketing di massa hanno contribuito enormemente all’americanizzazione del turismo.


Vedere persone spendere migliaia di dollari per visitare città costruite più dal cinema che dalla loro autenticità mi fa capire una cosa: il turismo non si costruisce soltanto sulle bellezze di un territorio, ma spesso sulle mode.


Ed è difficile far comprendere che oltre un grattacielo esistono orizzonti che meritano di essere raccontati. Che il mondo non può ridursi ai racconti televisivi o a un immaginario costruito dall’intrattenimento. Perché un film racconta ciò che vuole far credere, non necessariamente ciò che è davvero.

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