Nuovi accordi commerciali e pragmatismo.
- Andrea Boi

- 16 gen
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 25 gen

Canada e Cina hanno firmato un nuovo accordo, segnando una svolta nelle relazioni dopo anni decisamente difficili. L’intesa favorirà lo sviluppo delle relazioni commerciali e la ripresa della cooperazione in ambito internazionale. Prevede, tra le altre cose, la riduzione dei dazi su alcuni prodotti agricoli canadesi (come canola e frutti di mare) e l’ingresso agevolato di auto elettriche cinesi nel mercato canadese. Sono nuovi accordi commerciali dove senso di responsabilità e pragmatismo vanno a braccetto con opportunità di scambio che non possono essere sottovalutate.
Vediamo alcuni aspetti del nuovo accordo. Ad esempio in Canada si favorirà il mercato delle vetture elettriche di manifattura cinese, che potranno entrare nella nazione senza pagare il 100% dei dazi. L’accordo prevede una diminuzione dei dazi al 6.1%. In una prima fase saranno 49.000 i veicoli elettrici importati ogni anno in Canada, mentre la Cina ha promesso di tagliare i dazi sulla canola e di sospendere quelli punitivi su prodotti come lobster, crab e peas per almeno il resto dell’anno. Chi viaggia per il Canada o conosce le economie delle nostre Province sa bene quanto la regione delle Prairie dipendano dalla produzione di Canola e non solo. Ad esempio, con l’accordo appena firmato la Cina ridurrà i dazi sulle sementi di Canola al 15% entro il primo di marzo del 2026. Sono stati firmati anche accordi su energia, sicurezza alimentare, lotta al crimine transnazionale e scambi economici, con l’obiettivo di stabilizzare i rapporti diplomatici e ampliare la cooperazione globale.
Il Canada, forte delle sue immense risorse naturali, delle competenze tecnologiche e di un’economia solida e moderna, guarda ai mercati internazionali per valorizzare appieno il proprio enorme potenziale. Questo accordo favorisce il Canada in un momento storico. Gli attriti con i vicini Stati Uniti hanno richiesto un adattamento. Mi piace molto anche la parte in cui si discute di partnership culturale e facilitazione per i viaggi incluso quello di poter accedere con un accordo visa-free (termini a oggi ancora da discutere.)
Ma c’è una frase che mi ha lasciato quel senso di consapevolezza e merito politico da parte della nuova amministrazione canadese. “It’s a partnership that reflects the world as it is today, with an engagement that is realistic, respectful and interest-based.” Per me questa frase va oltre la semplice “intesa”. Racchiude realismo e pragmatismo, una visione chiara di come stanno le cose nel mondo oggi. Poco romanticismo, molta concretezza.
Spesso nei commenti, soprattutto quelli dei social network, vedo politica e opinioni personali mascherate da verità. La riflessione oggettiva non è da tutti, così come non lo è il distacco da acronimi e teorie complottiste di cui spesso non si conosce nemmeno il significato. Io, ad esempio, guardando agli USA, vedo ancora un nazione ricca di opportunità, libertà di pensiero, bellezze naturali e menti geniali capaci di esprimere se stesse in un contesto liberale e meritocratico. I metodi discutibili di certi governi non cambiano questa visione.
È un pensiero libero, un po’ come dire che l’Italia è meravigliosa: chi non lo riconosce ha problemi di interpretazione. La politica non è tutto e non deve distoglierci dalla realtà. Gli uomini sbagliano, anch’io ho sbagliato qui e altrove, ma questo non annulla il valore delle cose fatte bene, né la bellezza del Canada o di chiunque operi con buone intenzioni.
La cultura, il pensiero indipendente e la capacità di adattarsi ai tempi che cambiano restano ciò che conta davvero. La frase di Carney, citata sopra, non cancella gli errori dei governi, ma ci ricorda che ciò che è buono resta buono, indipendentemente da chi lo compie. L’assolutismo e il radicalismo lo lascio a chi non sa leggere con gli occhi di chi vuole davvero capire, non solo avere ragione. Mai come oggi il mondo ha bisogno di verità.









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