Il problema povertà in Canada.
- Andrea Boi

- 26 dic 2022
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 22 ago 2023

Immagina di essere un senzatetto a Natale. Mentre molti di noi si affrettavano a comprare gli ultimi regali e a decorare le case almeno 150.000 canadesi hanno dormito per strada, in rifugi o in alloggi temporanei. Il loro Natale non è stato poi così festoso. Si è vero qualcuno decide per sua scelta di vivere ai margini della società ma non facciamo parte della stessa società e non possiamo declinare una qualunque assunzione di responsabilità per quello che ci circonda. Esiste realmente la povertà in Canada?
Il Natale così cari amici non è sempre un giorno di festa. In Canada e ancora di più negli Stati Uniti d’America, si proprio il “principale portatore di democrazia al mondo” sono centinaia di migliaia i senza tetto. Tra questi ci sono famiglie, gente che non può e non sa fare rumore che vive alla giornata e che anche in inverno e nei giorni di festa hanno difficoltà a trovare conforto. Ma chi sono gli homeless e soprattutto quali sono le cause che generano questo triste fenomeno sociale. Gli homeless sono ovunque, soprattutto nelle grandi città, laddove è più diffusa la povertà, una delle cause principali di questo triste "fenomeno". Ma che cos'è esattamente la povertà? E' uno stato sociale derivante dalle disuguaglianze economiche e sociali, basate su fattori al di fuori del controllo di una persona, come ad esempio i salari bassi la discriminazione e mancanza di lavoro.
La povertà allora è spesso generata da salari spesso troppo bassi ma non solo perché anche se ci sembrerà strano e nonostante i tanti proclami e leggi in vigore anche la discriminazione sociale, la mancanze di offerte di lavoro qualificate, per intenderci non minimum wage, sono tra i motivi che determinano una crescita delle famiglie e individui che non hanno purtroppo un reddito sufficiente per "sopravvivere" alle leggi di mercato. E così, mentre la povertà non si traduce sempre in senzatetto, i senzatetto sono sempre il risultato della povertà. In un paese moderno come il Canada ci si aspetterebbe di meglio ma spesso alcuni fattori sono poco controllabili anche a causa di quel modello meritocratico così fortemente caratterizzante la realtà nord americana. Ma il fenomeno non è legate solamente alle cause già menzionate. Infatti, nonostante l'impegno dei governi federale e locali, la povertà è una diretta conseguenza della storia coloniale canadese. Se infatti leggiamo i dati statistici, tra i senza tetto figurano soprattutto le popolazioni indigene.
Le politiche e le pratiche coloniali del passato, inclusa la creazione delle scuole residenziali e l'allontanamento di massa di migliaia di bambini indigeni dalle loro famiglie hanno infatti contribuito alla creazione di un trauma che potremmo chiamare intergenerazionale. Questo ha favorito una disconnessione con i valori e la propria cultura di riferimento facendo così aumentare il fenomeno dei senza tetto specie tra gli eredi di questo sistema, appunto a maggiore rischio per le cause sopraelencate. Pensate che a Calgary il 41% dei senzatetto è appunto di discendenza indigena mentre i numeri dei senzatetto crescono portandosi al numero preoccupante di 235.000 canadesi. Parte di questi vengono alloggiati in shelters locali mentre sono 25/35.000 i "senza tetto" per 365 giorni l'anno.
Negli anni '60 e '70 il governo ha investito pesantemente nel tentativo di contrastare il fenomeno con la costruzione di affordable housing ma questo non è servito a risolvere il fenomeno che è andato aumentando negli anni mettendo così a serio rischio la "credibilità" del modello Canadese. Il governo del Canada nel 1999 ha inoltre lanciato un'iniziativa nota con il nome di National Homelessness Initiative. Il Canada ha investito ben 753 milioni di dollari in tre anni. Questo è diventato così l'ufficio federale responsabile dei programmi per i senzatetto. Il NHI è attualmente responsabile per lo sviluppo di iniziative volte alla limitazione e controllo del fenomeno. Per chi volesse saperne di più: www.homelesshub.ca
In tanti tra aziende e privati cercano di limitare e alleviare il fenomeno della povertà, specie quando si tratta di provvedere almeno ai bisogni primari come quello di poter mangiare. Nella azienda per cui lavoro ad esempio, ci siamo occupati di raccogliere cibo per le food banks rinunciando a una parte del nostro tempo per cercare di fare del bene. Purtroppo queste cose servono a poco e allora continuò a puntare il dito contro l’ostentazione a tutti i costi inclusa quella social che a dirla tutta mi fa proprio schifo. Badate bene, la meritocrazia per quelli che avessero da obiettare sul fatto che ciascuno vive in base ai propri meriti non è necessariamente un bene se non viene bilanciata a dovere dagli organi di governo e soprattutto non può essere un metro di confronto tra i più indifesi come bambini e anziani a allora quando possiamo, spendiamo un pizzico del nostro tempo a insegnare a voler bene a chi sta meno bene di noi.
Un abbraccio.









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